Sport

Curry, Mbappé, Neymar, Rapinoe, Alì, Breitner e…: storia sportiva dell’endorsement politico


I francesi all'Europeo schierati sul fronte anti-Le Pen, le stelle del basket Usa pro-Kamala, ma la storia è lunga: quando la zona mista diventa un comizio

Spesso succede la politica sconfini nello sport, ne occupa il territorio e usi i campioni, le loro dichiarazioni ei loro gesti in maniera strumentale: si chiama invasione di campo. Meno spesso invece capita che campioni sportivi si schierino, si espongano ufficiale, dicano senza indugi come la pensano. Lo fanno a loro rischio e pericolo, pronti a diventare bersagli pubblici. Lo fanno, soprattutto, con coraggio e con fermezza. Mettono in gioco – questi campioni – un'idea forte di partecipazione alla società civile. Proprio in queste ore – a Giochi di Parigi 2024 appena iniziati – il coach del Dream Team di basket americano, Steve Kerr, si è speso a favore della discesa in campo di Kamala Harris; così come si è schierato il fuoriclasse Stephen Curry, che a proposito delle elezioni ha dichiarato: “Spero vinca Kamala Harris”.



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