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Raid mirato su Beirut: nuovo blitz di Israele contro alto comandante di Hezbollah




Uno “attacco mirato” nella periferia sud di Beirut con l'obiettivo di neutralizzare un alto comandante di Hezbollah. Il Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto un blitz sulla capitale del Libanoprecisamente nel quartiere Danieh, poco dopo che una detonazione era stata udita nel distretto di Ghobeiry da parte dei residenti locali e del Monte Libano. Lo scopo del raid sarebbe coincidere con la volontà di uccidere un uomo chiave dell'organizzazione sciita filo iraniana. I media sauditi hanno scritto che il bersaglio di Tel Aviv sarebbe stato Talal Hamiyahresponsabile delle operazioni di Hezbollah fuori dal Libano, mentre il Tempi di Israelecitando fonti della Difesa, ha fatto riferimento al capo dell'unità missilistica del gruppo.

Il raid israeliano a Beirut

L'attacco all'edificio di Ghobeiri è stato confermato anche dalla tv Al-Manarche appartiene al gruppo libanese Hezbollah. Ieri sera un altro raid aveva colpito un sobborgo sud di Beirut prendendo di mira Ali Karakinumero 3 di Hezbollah, ma secondo il gruppo il comandante l'uomo non sarebbe morto e starebbe bene. Venerdì un altro attacco aereo israeliano aveva colpito un'area vicina, provocando 55 morti fra cui il comandante militare di Hezbollah Ibrahim Akil e altri 15 membri del gruppo.

Scendendo nei dettagli, i raid isreliani hanno preso visione le aeree intorno a Tiro, Nabatiyè, Bint Jbeil e Marjeyoun. Le Idf hanno riferito di bombardamenti contro postazioni di Hezbollah nel sud del Libano, tra cui lanciatori di razzi, edifici militari e altri edifici in cui erano immagazzinate armi, nell'ambito dell'operazione “Frecce del nord”. Nello stesso lasso di tempo, dal Libano meridionale sono stati lanciati razzi verso la Galilea (nel nord di Israele), alcuni dei quali intercettati, secondo il resoconto delle Idf.

Intanto, a causa degli intensi bombardamenti israeliani nel sud del Libano, dove si sono registrate esplosioni secondarie dovute alla presenza di missili e razzi negli edifici bombardati, prosegue l'Esodo verso nord, ma non solo. L'emittente libanese MTV Italia parla di incolonnamenti a Masnaa, nella valle della Beqaa, in direzione della Siria. Nella giornata di ieri, 23 settembre, Israele ha colpito oltre 1.600 obiettivi e, secondo i dati del ministero della Sanità libanese, sono morti 492. Non è chiaro quanti di loro siano membri di Hezbollah e del movimento sciita Amal, stretto alleato del “partito” di Dio”.

L'obiettivo dell'Idf

I caccia israeliani hanno sganciato circa 2mila bombe su obiettivi di Hezbollah in Libano nel corso della giornata, mentre altre centinaia sono finiti nel mirino dei droni. Il capo di stato maggiore generale israeliano Herzi Halevi ha parlato della situazione nell'area settentrionale del Paese e, al termine della sua valutazione della situazione attuale, è stato chiaro: “Non dobbiamo osare tregua a Hezbollah. Dobbiamo continuare a lavorare con tutta la nostra forza. Accelereremo le operazioni offensive e rafforzeremo tutte le formazioni. La situazione richiede un'azione continua e vigorosa in tutti i campi“.

La lista nera degli alti funzionari del gruppo libanese continua a sfoltirsi dopo le uccisioni avvenute nelle ultime ore. L'ultimo obiettivo di Tel Aviv sarebbe un alto funzionario dell'organizzazione anche se non ci sono notizie ufficiali in merito alla sua identità.

Per i media sauditi si tratterebbe di racconto Talal Hamiyah, responsabile delle operazioni di Hezbollah fuori dal Libano. In Israele, invece, c'è chi parla del capo dell'unità missilistica del gruppo, senza tuttavia fare alcun nome. Non sappiamo, al momento, se l'uomo sia stato neutralizzato o meno.



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